Truffati dalla Cooperativa

Mafia capitale – COOP Lazio – Pd

5 Giugno 2015
di mikelee
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Mafia capitale altri arresti

Ieri 4 giugno 2015 tra i 44 nuovi arrestati compaiono – nell’ordinanza del giudice per le indagini preliminari – i nomi di:
Santino DEI GIUDICI, nato a Roma, il 19.8.1948 presidente della Società Cooperativa Edilizia Deposito Locomotive Roma San Lorenzo finito ai domiciliari
con
Stefano VENDITTI, nato a Ripi (FR), il 23/2/1963 ex presidente della Legacoop Lazio.
Essi sono tra i responsabili della Legacoop che hanno portato la nostra Cooperativa al fallimento con tutti i nostri risparmi volatizzati.

link al giornale

22 Maggio 2015
di mikelee
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Mail spedite al Ministro Poletti già Presidente della Lega Coop (mail a cui non ha mai risposto)

Signor Ministro,

a nome dei 127 soci della Società Cooperativa Deposito Locomotive San Lorenzo di Roma, Le chiediamo di poterci ricevere e di poterci ascoltare.
Lei avrà certamente buona conoscenza di questa cooperativa tra le più note e antiche (1964) di Roma – affiliata alla Lega tramite la Legacooplazio. Si trova, ora, in liquidazione coatta amministrativa, nonostante noi e nonostante tutto. Il fatto grave, e anche drammatico, è che vari di noi hanno visto sparire nel nulla (!?) i loro soldi depositati alla coop (prestito sociale) o  anticipati in piani di zona; per alcuni si tratta dei risparmi di una vita o dell’intera liquidazione di fine rapporto. Un ammontare sui 3 milioni di euro.
Viviamo tutto questo come una rapina, e non ci diamo, non vogliamo darci pace.
Riteniamo che Lei possa ascoltarci, capirci e darci qualche utile indicazione.
Aspettiamo, fiduciosi e con urgenza, un riscontro  a questa nostra richiesta.

Firmato: Giuliano Ligabue, Antonella De Mico, Laura Carulli.

Maila Di Ciano.
(mail del 19 marzo, ore 15.20)

Sig.Ministro,

quasi tre mesi fa, ed esattamente il 19 marzo u.s., le  scrivevamo – a nome dei 217 soci della Cooperativa Deposito Locomotive San Lorenzo di Roma – perchè ci fosse concessa la possibilità d’un incontro; ricorrevamo a Lei perchè inutile e del tutto sconfortante era stato l’altro incontro, di pochi giorni prima – l’11 marzo – con il suo immediato successore Mauro Lusetti.
A quella mail si sono susseguite varie telefonate di sollecito e – ogni volta –  si rispondeva, da parte di codesto ufficio di segreteria: “Certo, la richiesta è tenuta “in evidenza”.
A questo punto, è una “evidenza” che non ci convince più. Se l’espressione era finalizzata a un temporeggiamento, crediamo sia trascorso un tempo sufficiente almeno per potere ricevere, in risposta, due parole scritte, salvando, se non altro, la buona educazione.  Le ripetiamo, signor Ministro, che vorremmo avere udienza.
Abbiamo cose gravi da dire e altrettanto grandi da chiedere.
Siamo e restiamo cittadini (e soci) corretti e rispettosi delle procedure: non vorremmo essere costretti, dalla scorrettezza altrui, a venire a protestare pubblicamente davanti al Ministero.

Con deferente saluto.

firmato: Giuliano Ligabue, Antonella De Mico, Laura Carulli, Maila Di Ciano.

Roma, 18 maggio 2015

20 Maggio 2015
di mikelee
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Il fatto quotidiano – 20 maggio 2015

il fatto quotidiano - 20 maggio

 

di Salvatore Cannavò e Valeria Pacelli
Truffati dalla cooperativa. Si definiscono così i circa 200 soci residui della Cooperativa edilizia Deposito Locomotive Roma San Lorenzo. Storica cooperativa romana, che affonda nella storia del Pci prima e di quello che viene, dopo. E che lascia dietro di sé una storia di delusioni, disperazioni e di risorse non più restituite ai suoi soci, ferrovieri, pensionati, impiegati, operai, insegnanti che hanno lasciato nelle sue casse i risparmi di una vita.
A un certo punto di questa storia ci si imbatte anche nei nomi di Salvatore Buzzi e Massimo Carminati, perché la Cooperativa, «in agonia», come dice Buzzi, si rivolge a loro per cercare di evitare il fallimento. Senza successo, con una coda distruttiva.
Antonella ha investito 60 mila euro nel libretto di risparmio e altrettanti nella costruzione delle abitazioni alle Case Rosse, quelle che, come vedremo, finiscono nel mirino della Cooperativa 29 Giugno di Buzzi. Laura, invece, ha investito 58 mila euro per una casa mai costruita all’Anagnina e altri 80 mila euro su un libretto. Giuliano ha investito risparmi per 120 mila euro. Questi soldi si sono dissolti e la cooperativa, oggi, deve circa 3 milioni ai suoi soci, almeno a quelli che sono rimasti perché nel tempo la maggioranza dei 1200 soci dichiarati nel 2012, scompare.
Eppure, solo alla fine del 2012, l’allora presidente della Deposito Locomotive, Santino Dei Giudici, riceveva dalla Camera di Commercio di Roma il premio «Maestro dell’Economia» per «la capacità, l’impegno e la longevità dimostrata alla guida della cooperative». 1.600 alloggi costruiti, 1200 soci dichiarati, la capacità, ricordava Dei Giudici, di prendere in mano la cooperativa, già piena di debiti all’inizio degli anni Novanta, e di rimetterla in sesto. Come? Grazie a «progetti edilizi fattibili e con tempi di realizzazione certi».
Nel 2014, però, solo un anno e mezzo dopo, i soci ricevono una raccomandata per una riunione straordinaria. Vengono informati che le casse sono vuote: «I terreni sono coperti di problemi, a Tor Vergata i lavori sono stati bloccati, le case non si riesce a costruirle». Anche i risparmi accantonati vengono meno. Non c’è un euro in cassa. Da ultimo bilancio presentato, risultano 3 milioni di debiti: 1,45 per prestiti dei soci più 1,5 di debiti vari.
La cooperativa viene sciolta e passa alla liquidazione volontaria che diventa liquidazione coatta nel dicembre dello stesso anno. I soci, nel frattempo, diventano 217, circa mille si sono dileguati e nessuno sa dire come sia avvenuto. Quelli rimasti, che si sono organizzati collettivamente e hanno creato il sito www.truffatidallacooperativa.it, fanno notare: «Mentre ad alcuni soci è stato anche ostacolato/negato il ritiro di piccole somme, ben 883 hanno ritirato tutti i loro risparmi dalla nostra Coop e la loro iscrizione a soci».
Intanto dalle carte dell’inchiesta Mafia Capitale si scopre come su questa cooperativa aveva messo gli occhi anche Salvatore Buzzi, l’uomo ritenuto dalla Procura di Roma, braccio destro di Massimo Carminati. L’obiettivo era di mettere a segno un affare immobiliare: Buzzi, è scritto negli oltre 75 mila atti di indagine, prospettava «la possibilità di acquistare 14 appartamenti a “Case Rosse”, di proprietà della Cooperativa Locomotive San Lorenzo, che al momento si trovava in grosse difficoltà economiche, dovendo pagare in un breve lasso di tempo, 150.000 euro per delle cambiali in scadenza».
Di questo affare ne parla il 19 novembre 2013: «…di 32 appartamenti di cui 18 venduti, uno tra l’altro a un medico (…) sta arrivando a di’ che la vogliono mette in liquidazione perché sta in pre agonia … (inc.) sta in pre agonia». Poi continua: «Entro giovedì, perché venerdì vanno a scadenza le cambiali… le cambiali so’ scadute…gli vanno protestati le cambiali di 150.000 euro… alla Cooperativa di Locomotive San Lorenzo». Poi rivolto a Massimo Carminati, dice: «San Lore’ sta messa male, io ho preso i bilanci, ho pensato a te Massimo».
I carabinieri del Ros continuano a intercettare la conversazione, dalla quale, anche con altri interlocutori, sembra che Buzzi stia calcolando il guadagno a persona: «Lo sai quanto guadagniamo, 24 euro e 30? (…) un milione e due… utile!». Anche questa volta, quindi, era l’emergenza a fare l’opportunità. Alla fine però, scrivono i Ros dei carabinieri, «allo stato delle attuali conoscenze investigative, l’investimento non risulta ancora concretizzato». L’affare quindi non va in porto. Così, mentre Buzzi si era accorto della «pre-agonia» della Cooperativa di San Lorenzo, i soci no. Con tanto di perdite dei risparmi di una vita. (Il Fatto Quotidiano, 20 maggio 2015)